COSA FANNO LE API IN INVERNO?

Le api non vanno in letargo!
Quando arriva il freddo e le temperature scendono, le api all’interno dell’arnia formano un glomere, ossia una massa, una specie di palla, con la regina al centro.
Anche se all’esterno ci sono 0°, il glomere riesce a mantenere una temperatura interna di circa 36° e non scende mai sotto i 25°.

Per sopravvivere le api si danno il cambio nel glomere, tra quelle posizionate all’interno – al caldo – e quelle posizionate invece più all’esterno – e quindi esposte più al freddo. Queste ultime, infreddolite, necessitano di scaldarsi e si spostano al centro, e viceversa. Prima di posizionarsi verso l’esterno, le api che erano al centro raggiungono la scorta di miele, ne prendono un po’ e la distribuiscono alle altre api. Grazie a questa carica di energia, le api fanno vibrare il torace generando il calore per scaldarsi. Il glomere è quasi come un unico organismo vivente, sempre in movimento, questa palla infatti si espande quando le temperature esterne salgono, e si restringe quando le temperature si fanno sempre più rigide. Le api si adattano naturalmente a queste condizioni, utilizzando come unico carburante il miele, o sostituti zuccherini che possono essere somministrati dall’apicoltore qualora non vi fossero scorte sufficienti.

Due curiosità
• Le api che nascono per affrontare il periodo invernale sono più grandi di quelle primaverili o estive. Inoltre, vivono molto più a lungo (sopravvivono più o meno a tutto il periodo invernale, mentre in primavera vivono circa 3 settimane).
• Con l’arrivo del freddo, le api operaie cacciano i fuchi (cioè i maschi) dall’alveare perché non essendo dotati di pungiglione non potrebbero difendere l’alveare quindi si rivelano inutili.